Incidenti sul Lavoro

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La cronaca, anche degli ultimi giorni, sta riguardando gravi e addirittura mortali incidenti sul lavoro. Trattasi, ovviamente, per lo più di incidenti le cui vittime sono operai, persone che impegnano anche e soprattutto il loro corpo per realizzare risultati prefissi dal datore di lavoro. Il problema principale è, pertanto, assicurare la sicurezza sui luoghi di lavoro per tutelare la salute, l’incolumità, la vita di chi presta attività lavorativa alle dipendenze di altri. Con il D. Lgs. 08.06.2001 n.231 è stata introdotta la responsabilità da reati degli Enti, e cioè sia delle persone giuridiche che di società ed associazioni prive di personalità giuridica.

Il predetto decreto legislativo fu emesso malgrado il fatto che l’art. 27 della Costituzione prevedesse ( e prevede ancora) che la responsabilità penale sia solo personale. In pratica, il principio “societas delinquere non potest” è stato sostituito dal principio “societas puniri potest”. Le sezioni unite della Suprema Corte nella sentenza n. 26654/2008 hanno ben spiegato le ragioni, attraverso il decreto legislativo 231/2001, della responsabilità da reato degli Enti, definita responsabilità amministrativa da reato, per mitigare il superamento del principio “societas delinquere non potest”.
Le sanzioni economiche e le misure interdittive, in caso di responsabilità da reato delle aziende, sono afflittive non meno delle sanzioni penali. È chiaro che la responsabilità da reato deriva da colpa di carattere organizzativo per realizzare interessi propri del datore di lavoro, come ad esempio per la necessità di contenere i costi produttivi o risparmiare sulle misure di sicurezza o accelerare i tempi o i ritmi di lavoro o aumentare la produttività. Resta ovviamente il reato di cui agli art. 589 e 590 C.P. per cui può essere imputato il datore di lavoro a livello personale o quale imprenditore singolo o quale rappresentante legale della società.
Anche altri soggetti coinvolti nel processo lavorativo, causa dell’incidente mortale o meno, potranno essere imputati dei reati su riferiti. Va detto che il datore di lavoro ha una posizione di garanzia valevole anche rispetto alla possibilità di imprudenza o negligenza verso la propria incolumità che il lavoratore dipendente dovesse porre in essere. In pratica la Suprema Corte ha precisato che solo comportamenti anomali ed estranei al lavoro, che avessero cagionato l’evento, esonererebbero il datore di lavoro da responsabilità.

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